RIV ITAL PEDIATR 2000; 26: 13-28
RACCOMANDAZIONI PER LA PREVENZIONE IN ETĄ PEDIATRICA DELL'ATEROSCLEROSI
SOCIETĄ ITALIANA DI NUTRIZIONE PEDIATRICA

DIETA, QUADRO LIPIDICO ED ATEROSCLEROSI

Nella Tabella I è riportata l'incidenza di decessi da cardiopatia ischemica tra O e 64 anni dal 1970 al 1990 nella Comunità Europea; nella maggior pane dei paesi l'incidenza si è ridotta grazie alle misure di prevenzione primaria e secondaria, e l'Italia rientra in questo gruppo; tuttavia in alcuni paesi (Grecia e Spagna) ed in altri paesi dell'Est non appartenenti all'Unione Europea l'incidenza è aumentata in modo sensibile2. Nonostante la riduzione dei decessi, l'incidenza assoluta dell'infarto miocardico resta molto elevata: tale patologia costituisce la prima causa di morte per uomini e donne con più di 40 anni in tutti i paesi della Comunità Europea. Dal momento che la cardiovasculopatia aterosclerotica riconosce molteplici fattori di rischio strettamente associati ed interagenti fra loro, l'intervento preventivo primario non deve essere focalizzato su un singolo fattore di rischio, ma deve basarsi su un approccio globale.

La correlazione fra livelli di colesterolemia - tipo di alimentazione - aterosclerosi è ampiamente assodata sia da studi sperimentali su animali, sia da rilievi epidemiologie!.

Nei paesi quali Olanda, Finlandia, USA, l'intake di grassi saturi varia dal 13,5 al 17% dell'intake calorico giornaliero, ed i valori di colesterolo serico nella popolazione pediatrica sono mediamente superiori a 160 mg/dl, ed è in questi paesi che si registra un maggior tasso di incidenza di CAD. I valori di colesterolemia sono invece ridotti nei paesi non industrializzati, ove l'intake lipidico è estremamente scarso e si associa a malnutrizione; tuttavia vi sono diversi paesi industrializzati in cui i bambini presentano valori di colesterolo minori di 160 mg/dl, in cui l'intake di saturi è intorno al 10% e la crescita non sembra esserne influenzata (Portogallo, Israele, Italia); in questi paesi l'incidenza di CAD è sensibilmente inferiore (Tab. II)10-12. Fino a pochi anni or sono nell'analisi delle correlazioni fra alimentazione ed aterosclerosi l'orientamento tradizionale della ricerca era focalizzato sulla presenza nella dieta dei cosiddetti «nutrienti negativi» poiché aterogeni: lipidi totali, grassi saturi e colesterolo; recentemente sta emergendo l'importanza dei cosiddetti «nutrienti positivi», la cui riduzione o assenza nell'alimentazione gioca un ruolo altrettanto cruciale nell'aumento del rischio cardiovascolare della popolazione. L'approccio tradizionale volto a ridurre i lipidi della dieta per ridurre il rischio di CAD risulta troppo semplicistico e le strategie di intervento dietetico devono essere riviste.


Tab. I. Variazioni di incidenza dei decessi da cardiopatia ischemica dal 1970 al 1990 in alcuni paesi della Comunitą Europea (da: Shepherd J, Eur Heart J 1998; 19:M2-M7).
Paese Tasso nel 1970 (x 100.000) Tasso nel 1990 (x 100.000) Variazione %
Belgio 60,6 26,6 -56
Danimarca 63,1 40,2 -36
Francia 23,7 15,6 -34
Germania 47,8 37,7 -21
Grecia 23,3 30,6 +32
Irlanda 88,1 60,7 -31
Italia 36,9 24,2 -35
Lussemburgo 69,3 30,6 -56
Olanda 64,1 34,6 -46
Portogallo 30,0 23,4 -22
Spagna 17,5 20,4 +16
Regno Unito 86,6 55,9 -35


Tab. II. Intake lipidico e valori di Colesterolemia in maschi di 7-9 anni in diversi paesi (da: Knuiman JT, Hum Nutr Clin Nutr 1983;37: 237-254).
  Intake di saturi
(% delle cal tot assunte)
Intake di Colesterolo
(mg per 1.000 Cal)
Colesterolemia media
(mg/dl)
Ghana 10,5 48 128
Filippine 9,3 97 147
Italia 10,4 159 159
USA 13,5 151 167
Olanda 15,1 142 174
Finlandia 17,7 157 190



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