PREVENZIONE IN ETA'
PEDIATRICA DELL'ATEROSCLEROSI:
LE RACCOMANDAZIONI
SINUPE
(Società Italiana di
Nutrizione Pediatrica)
Coordinatori:
Silvia Decarlis, Marcello Giovannini
Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo -
Università degli Studi di Milano, via A. di Rudinì, 8, 20142 – Milano Tel: 0250323098 Fax: 0250323381
e-mail:
marcello.giovannini@unimi.it
Hanno collaborato (in ordine alfabetico per città): C Catassi,
Università Politecnica delle Marche, Ancona; C. Ripoli, I Clinica Pediatrica, Università di Cagliari; C. Agostoni, E. Riva, S.
Scaglioni, Clinica Pediatrica AO San
Paolo, Università di Milano; P Brambilla, ASL Milano 2 - Dipartimento
Formazione Permanente FIMP Lombardia; L.
Iughetti, Dipartimento Materno-Infantile,
Università di Modena e Reggio Emilia; S. Bernasconi,
Clinica Pediatrica, Università di Parma; A. M. Ambruzzi,
M. Gambarara, G. Morino, V.
Nobili, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma; F. Martino, A. Vania, Dipartimento di Pediatria, Università
"Sapienza", Roma; O. Guardamagna, F. Savino,
Dipartimento di Scienze Pediatriche e dell’Adolescenza, Università di Torino;
C. Maffeis, Clinica Pediatrica, Università di Verona.
Hanno inoltre partecipato al Workshop tenutosi a Milano in data
21/11/2009, nell’ambito del Congresso Milanopediatria
2008: D D’Ademo, Div
Pediatria Ospedaliera OORR Foggia; N. Bucci, FIMP Milano; C Cassatella, A Frassinetti,
Associazione Nazionale Dietisti (ANDID); G Zuccolin,
Ospedale S Giovanni Bosco Torino; D Dilillo Clinica
Pediatrica AO Luigi Sacco Università di Milano; ME Capra, A Domi, I Gatelli, F Ferrante, S Scarlino,
Clinica Pediatrica AO San Paolo Università di Milano
INTRODUZIONE
La cardiovasculopatia aterosclerotica (coronary artery disease, CAD) costituisce la prima causa di morte nei Paesi industrializzati e vi sono ormai evidenze consolidate della letteratura internazionale che tale processo riconosca le sue origini in età pediatrica, con velocità di progressione e gravità notevolmente influenzate dalla presenza di anomalie del metabolismo lipidico1. Tali anomalie si riscontrano già in età pediatrica e la loro prevalenza è in notevole aumento, in associazione soprattutto all’incremento della prevalenza di obesità infantile e sindrome metabolica.
Per porre argine a questa vera e propria “epidemia di rischio cardiovascolare” è essenziale attuare delle strategie di popolazione, volte a contrastare tale tendenza, oltre ad individuare un percorso di screening selettivo efficace che permetta di individuare già in età pediatrica i soggetti con anomalie lipidiche o con altre condizioni e fattori di rischio per CAD (obesità, ipertensione, resistenza insulinica).
Recentemente l’American Academy of Pediatrics (AAP) Committee on Nutrition ha pubblicato l’ultimo aggiornamento delle raccomandazioni sulla prevenzione dell’aterosclerosi in età pediatrica2 che sostituisce il documento “Cholesterol in Childhood”3 del 1998. Inoltre l’American Heart Association (AHA), unitamente all’AAP, ha pubblicato nel 2005 sia il documento ufficiale sulle raccomandazioni nutrizionali per bambini ed adolescenti4, sia nel 2007 l’ultimo aggiornamento sulla terapia farmacologia delle dislipidemie in età pediatrica5.
Nella popolazione adulta è stato possibile fornire evidenze dirette dell’efficacia di interventi, farmacologici e non, sui fattori di rischio cardiovascolare6,7. Anche in età pediatrica esistono evidenze, seppur indirette, derivate da studi epidemiologici, anatomopatologici e da trial clinici che suggeriscono l’efficacia di interventi, a vari livelli, sulla prevenzione ed il rallentamento della progressione delle lesioni aterosclerotiche.
Nell’ultimo decennio si sono rese disponibili metodiche non invasive8 per individuare le lesioni aterosclerotiche precliniche e studiarne la progressione, che hanno confermato la correlazione fra fattori di rischio presenti già in età pediatrica e aterosclerosi subclinica a partire dall’inizio dell’età adulta; sono stati studiati gli effetti a breve termine degli interventi di tipo nutrizionale, farmacologico e sullo stile di vita, e quasi sempre sono arrivate conferme di efficacia di tali interventi9,10,11,12. Sono inoltre disponibili studi di sicurezza ed efficacia della terapia farmacologica delle dislipidemie anche per l’età pediatrica13, ed emergono dati iniziali riguardo a possibili terapie aggiuntive non farmacologiche.
La realtà italiana tuttavia differisce da quella degli Stati Uniti e del Nord Europa sia per gli aspetti epidemiologici che per le differenti abitudini nutrizionali con cui ci si deve confrontare. Le ultime raccomandazioni14 del 2000 da parte della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica (SINUPE), affiliata alla SIP, necessitano pertanto di una revisione accurata, alla luce delle nuove evidenze scientifiche disponibili.
