• Milano - 2/4/2008
  • IL DECALOGO DI MILANOPEDIATRIA
    IL DECALOGO DI MILANOPEDIATRIA
    PER UNA SANA CRESCITA DEI NOSTRI BAMBINI


    1. La prevenzione parte da molto prima della nascita. Nella vita del futuro individuo, dal feto all’adolescente, il programma di sviluppo (relativamente a quoziente intellettivo, indice di massa corporea, tolleranza glucidica, indici di morbilità o morbidità) può essere modificato dalla donna in età fertile, che dovrebbe evitare il fumo e mantenere un peso adeguato, dalla donna in gravidanza, che con la sua alimentazione può condizionare il peso del neonato, dalla mamma che allatta al seno il proprio bambino e sceglie al momento opportuno un divezzamento su misura.

    2. Promuovere l’attività motoria. Ogni giorno il bambino dovrebbe fare 45-60 minuti di attività aerobica moderata e prolungata: per esempio andare a scuola a piedi, camminare a passo svelto, fare le scale, giocare a palla, saltare la corda, andare in bicicletta, sui pattini, sullo skateboard, meglio se con gli amici. In questo modo si ridurrà il tempo che trascorre davanti a tv e computer (le raccomandazioni sono di non superare comunque i 60-90 minuti al giorno) e si creeranno le opportunità per mantenere l’esercizio e favorire il dispendio di energia.

    3. Osservare ritmi regolari, mantenendo 4-5 pasti al giorno: i bambini hanno bisogno di una ricca prima colazione, che non dovrebbe mai essere saltata (latticini, come latte o yogurt, carboidrati come cereali, pane, fette biscottate, muesli, biscotti secchi e frutta, che può essere sostituita con della marmellata), uno spuntino a metà mattina, il pranzo (che deve essere il pasto principale della giornata), la merenda e una cena leggera. È importante che le giornate siano sempre impostate in maniera metodica, con gli stessi orari e i giusti tempi da dedicare ai pasti. I ritmi spesso frenetici dei genitori, la scarsa disponibilità di tempo libero e le tentazioni offerte dalla televisione, portano spesso i bambini a imitare le abitudini dei grandi, andando per esempio a letto in tarda serata. È invece necessario assicurare al bambino un numero adeguato di ore di sonno.

    4. Pranzo e cena devono saziare ed essere pasti completi. Meglio optare per un piatto unico, costituito da pasta o riso (conditi con carne, pesce, legumi, formaggio, uova), verdura e frutta di stagione oppure per un primo, costituito da pasta o riso conditi con verdura, e un secondo come carne, pesce, legumi, formaggio o uova. Da non dimenticare verdura e frutta di stagione, preziose per l’apporto di vitamine e sali minerali, che devono essere introdotte due volte al giorno. È importante inoltre che l’alimentazione sia variata, affinchè il bambino possa familiarizzarsi con i vari sapori. Altrettanto utile è coinvolgerlo attivamente nella preparazione dei cibi.

    5. Favorire momenti di socializzazione con gli altri bambini e momenti di svago all’aria aperta. La tendenza dei bambini di oggi è di stare spesso tra le mura domestiche o in luoghi chiusi. È utile invece stimolarli ad apprezzare i classici giochi di gruppo, le varie forme della natura e il piacere di scoprire le caratteristiche paesaggistiche della zona in cui vivono o di quelle che hanno occasione di visitare. Anche la riscoperta di alimenti, abitudini e tradizioni locali è utile per rafforzare il legame con il territorio e promuovere cultura e sensibilità al rispetto dell’ambiente.

    6. Riservare ogni giorno del tempo per commentare le esperienze o i fatti accaduti. La tavola, per esempio, può diventare una sede di ritrovo di tutta la famiglia. La televisione dovrebbe essere spenta e non dovrebbero esserci altre fonti di distrazione, in modo da parlare liberamente della giornata. Il bambino dovrebbe essere invitato a raccontare le attività svolte all’asilo o a scuola, i suoi rapporti con gli amici e, se è sufficientemente grande e interessato, è utile affrontare argomenti di salute o attualità che lo riguardano direttamente (per esempio l’inquinamento, la prevenzione dei piccoli traumi, semplici indicazioni di primo soccorso e così via).

    7. Dedicare tempo al gioco e stabilire regole condivise con il bambino. Il gioco può essere considerato a tutte le età “nutrimento per la mente”. Non è importante vincere né tantomeno raggiungere un determinato obiettivo, quanto incentivarlo alla creatività e alla libera espressione di pensieri, iniziative e movimenti. Anche la tipologia di gioco dovrebbe essere di volta in volta diversa, dall’attività ideativa e astratta (per esempio giochi di memoria e abilità) a quella costruttiva, scoprendo per esempio materiali nuovi. Il gioco, inoltre, impone delle regole, che devono essere preventivamente conosciute da tutti i partecipanti e per questo motivo consente anche ai genitori di stabilire insieme al bambino norme comportamentali e di “contrattare” con lui eventuali sue richieste o eccezioni occasionali.

    8. Aiutare il bambino a esprimere i propri sentimenti e ad accettare le eventuali frustrazioni. Sentimenti repressi o non manifestati per timore che vengano recepiti come segnali di debolezza dai genitori o aspettative eccessive da parte di questi ultimi favoriscono nei bambini timidezza, insicurezza e ansia, insinuando parallelamente conflitti, desiderio di primeggiare, spirito di agonismo e scarsa tolleranza nei confronti delle proprie fragilità e di quelle altrui. È opportuno abituare il bambino a esaminare le proprie reazioni comportamentali e a riflettere sui tratti più spinosi del proprio carattere, stimolando in questo modo il senso di autocritica e un’obiettività di giudizio nei confronti degli altri e delle vicende quotidiane. Il bambino deve infatti sentirsi compreso e supportato e non deve farsi alcun genere di problema a riferire ai familiari esperienze o difficoltà incontrate al di fuori dell’ambiente domestico.

    9. Evitare metodi di punizione drastici ma intervenire valorizzando sempre le qualità positive per accrescere l’autostima. I bambini sono molto recettivi: un clima di costante minaccia quale deterrente ai loro comportamenti meno graditi o il ricorso a sistemi coercitivi da un lato favoriscono l’insicurezza e dall’altro alimentano l’aggressività. Il bambino, indipendentemente dall’età, dovrebbe invece trovare nell’adulto comprensione e rassicurazione. Andrebbe responsabilizzato in proporzione alle sue capacità di affrontare un determinato impegno. Il principale ruolo dei genitori è infatti quello di trasmettere modelli comportamentali corretti, aiutando il bambino a ottimizzare le proprie inclinazioni naturali e a impegnarsi al meglio anche nelle attività per le quali si sente meno portato.

    10. Effettuare i bilanci di salute e le visite pianificate dal pediatra. La medicina di oggi, soprattutto nell’età infantile, è prevalentemente orientata alla prevenzione. I bilanci di salute sono proprio le migliori opportunità per una valutazione generale dello stato di salute, della crescita, di alcune importanti funzioni (basti pensare, per esempio, all’esame della vista e dell’udito) e del raggiungimento delle varie tappe dello sviluppo neuromotorio e psichico. Sarà il pediatra a valutare, caso per caso, al di là delle visite standard, l’opportunità di eseguire ulteriori controlli o di prescrivere esami specifici.




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